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    Molti si chiederanno quale può essere il motivo per cui accordare una armonica.
    A parte gli ovvi interventi sulle note le quali con il tempo calano di tono oppure la riaccordatura di un'ancia che è stata sostituita, i motivi per procedere all' accordatura sono meno banali di quanto si possa pensare.

    Prendiamo come riferimento una armonica diatonica. Questa è accordata approssimativamente alla frequenza di riferimento del diapason cioè a  440 Hz, ma in quasi tutti i modelli viene praticata una tecnica che riduce di circa 2-4 Hz  tutte le terze note di un accordo ottenibile sulla tastiera dello strumento.

ESEMPIO

in una armonica diatonica in DO (C) le note calanti saranno :

il MI (secondo foro soffiato) che è terza di DO maggiore
il SI (terzo foro aspirato) terza è di SOL maggiore
il FA (quinto foro aspirato) terza è di RE minore
ecc.

    Questa tecnica usata per esempio in quasi tutti i modelli diatonici della Hohner, ha lo scopo di rendere intonato l'accordo prodotto suonando contemporaneamente le tre note consecutive che lo compongono. Cosa che non succede per esempio con le armoniche delle case giapponesi Tombo e Suzuki. Infatti chi usa questi modelli, accordati perfettamente con una calibrazione al laser, si sarà accorto che suonando ad accordi si può avvertire la sensazione quasi di stonatura ed il suono sembra "freddo" e "vibrante". Questo è dovuto proprio alla perfetta accordatura delle ance.
    Quindi chi solitamente suona a note singole, potrà trovare utile riaccordare queste ance riportandole alla giusta  frequenza di riferimento.

    Inoltre sarà possibile, una volta impadroniti della tecnica, crearsi delle armoniche con accordature particolari. Per esempio in minore se caliamo di un semitono la terza e la settima ancia aspirata (placchetta inferiore) e la seconda, quinta e ottava ancia soffiata (placchetta superiore). Oppure per esempio riaccordare un tono sotto una armonica in G per crearsi una interessante tonalità di F basso e viceversa riaccordare una armonica in F un tono sopra per ottenerne una G alta molto utile in certe situazioni.

    Esiste inoltre un altro metodo, ma che lasciamo ai maniaci dello strumento, che prende in considerazione l'accordatura standard degli strumenti musicali. Infatti qualsiasi strumento solista guadagna in brillantezza se viene accordato leggermente più in alto del LA di riferimento a 440 Hz. Quindi se si vuole spiccare maggiormente durante un assolo ed avere la sensazione di stare su un piano più elevato della base musicale, si potrebbe riaccordare tutte le ance di 2-4 Hz più in alto della frequenza di riferimento. Questo comporta una precisione non indifferente nella lettura della frequenza in fase di accordatura e una buona dose di pazienza. I risultati sono garantiti !!!

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