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    Per accordare l'armonica non è necessario smontarla del tutto, ma basterà togliere solamente il guscio esterno  (cover) svitando le due viti laterali. A questo punto bisognerà individuare l'ancia o le ance stonate e predisporle per l'accordatura.

    La procedura è molto semplice, se la nota da accordare è aspirata allora l'ancia starà nella placchetta inferiore, quindi basterà bloccare l'ancia inserendo una piastrina di metallo appunto tra la placchetta e l'ancia (FIG 1 e 2). Se invece la nota è soffiata allora l'ancia starà sulla placchetta superiore. Quindi inseriremo un cacciavite piccolo dentro il foro spingendo l'ancia verso l'esterno per poi bloccarla sempre con la piastrina di metallo (FIG 3).
 
FIG 1 Accordatura di una nota aspirata calante
FIG 2 Accordatura di una nota aspirata crescente

    A questo punto se la nota è calante, allora basterà limare la parte esterna libera dell'ancia quanto basta per alleggerirla e quindi farla vibrare più velocemente (FIG 1 e 3). Se invece la nota è crescente bisognerà limare la parte più vicina la chiodino che regge l'ancia per diminuire la rigidità e quindi abbassarne la vibrazione (FIG 2 e 4).

    In questa fase bisogna verificare spesso, con l'ausilio dell'accordatore, se avete raggiunto la nota desiderata, infatti ed in particolar modo se limate per fare salire la nota, vi renderete conto che le tolleranze sono molto basse. Quindi per non eccedere troppo ed aver un controllo maggiore sulla quantità di ottone asportato, è consigliabile usare dalla carta abrasiva con grana molto sottile.

 
FIG 3 Accordatura di una nota soffiata calante
FIG 4 Accordatura di una nota soffiata crescente

    Se però la nota è troppo distante da quella originale (più di un tono di differenza dalla nota desiderata) allora potrebbe essere utile usare un saldatore per stagno e far cadere una goccia di stagno fuso su una delle due zone a secondo se si vuol fare salire o far calare la nota e poi successivamente rimuovere la parte eccedente con una lima. In questo caso bisogna predisporre l'ancia per la saldatura. Per prima cosa bisognerà smontare anche il comb (corpo centrale) poi inserire la piastrina di metallo tra l'ancia e la placchetta e infine limare con carta abrasiva solo la piccola zona in cui si depositerà lo stagno. Infatti, a causa dell' ossidazione, lo stagno non riuscirà a saldarsi bene sull'ottone, quindi scartavetrando solo una piccola zona la saldatura non si espanderà su tutta l'ancia ma su una sua piccola parte.

    Capita a volte, sia per un difetto di fabbricazione o a causa di una caduta, che una nota suoni "friggendo" cioè si senta insieme alla nota originaria un ronzio metallico che attutisce e distorce il suono. In questo caso l'ancia non è perfettamente allineata con l'asola nella placchetta porta ancia. Quindi è necessario spostarla delicatamente nella giusta posizione spingendo lateralmente con un cacciavite o qualsiasi altra cosa che abbia una superficie larga e piatta. Per individuare il lato giusto dove far leva, è sufficiente smontare la placchetta porta ance e metterla in controluce. Si vedrà subito il lato che urta contro l'ancia.

Le ultime due considerazioni finali

    Spesso quando il suono di un'ancia è calante, non significa che sia necessariamente scordata, ma può capitare che il chiodino che la tiene si sia leggermente allentato procurando una leggera perdita di rigidità nella vibrazione con un conseguente calo della nota. Quindi per prima cosa verificate che il chiodino non sia effettivamente lento e successivamente con l'ausilio di una pinza pressate sul chiodino sino a quando non vi sembrerà il tutto rigidamente fissato. La pressione sul chiodo, deve essere uniforme e graduale; non usate troppa forza altrimenti si rischierà di spaccare la base dell'ancia o ruotarla intorno al chiodo.

    Inoltre è bene sapere che quando un'ancia comincia a stonarsi, perché usurata e non per un difetto di fabbricazione, la sua rottura è praticamente imminente ed inevitabile. Infatti su di essa si vengono a creare, nella zona di maggiore sollecitazione (a circa tre quarti della sua lunghezza, vicino al chiodo), delle cricche che diminuiscono la propria rigidità e quindi la vibrazione. In tal caso prima di procedere ad una inutile accordatura è bene esaminare a fondo l'ancia ed eventualmente sostituirla.

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